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lunedì 22 aprile 2013

Locazione: la Cedolare Secca

www.terranoaimmobiliare.it
Quando si parla di locazione, in questi ultimi anni la domanda più frequente che mi viene posta dal locatore è la seguente: “Ma mi conviene la cedolare secca ???” per gli addetti ai lavori è facilmente intuibile che la risposta non è semplicissima, infatti, prima di decidere la modalità di tassazione, bisogna tener conto di diversi fattori. In questo post cercherò, con parole semplici, di fare un pò di chiarezza, tra le due tipologie di tassazione che
riguardano le locazioni degli immobili abitativi: la tassazione ordinaria e la cedolare secca. Iniziando con la tassazione ordinaria, va ricordato subito che con l’ingresso del nuovo anno, nel 2013 ci sono stati dei rincari che porteranno i locatori a pagare l’IRPEF sul 95% del “canone libero” incassato (nel 2012 si pagava sull'85%), e sul 66,50% del “canone concordato agevolato” incassato (nel 2012 si pagava sul 59,50%). A tutto ciò va aggiunto che nella tassazione ordinaria il reddito da locazione va a fare cumulo con gli altri redditi che il contribuente ha prodotto nell’arco dell’anno. Per quanto riguarda la cedolare secca, come dice la parola stessa siamo davanti ad una tassazione fissa, dove nel caso di contratti a “canone libero” è del 21%, mentre per i contratti a “canone concordato agevolato” è del 19%, ricordando che in entrambi i casi le percentuali sono applicate sul 100% del canone percepito dalla locazione, il quale, a differenza della tassazione ordinaria, non farà cumulo con gli altri redditi del contribuente. Questo a grandi linee è il quadro della tassazione che riguarda le locazioni degli immobili abitativi, da cui è facilmente deducibile che con gli ultimi rincari la cedolare secca sulle locazioni conviene molto più di prima e conviene quasi a tutti i contribuenti ad eccezione di coloro che hanno elevate detrazioni e coloro con redditi inferiori a 15.000 euro annui. Ma per tornare alla domanda iniziale, il passaggio più corretto che mi sento sempre di consigliare al cliente è quello di consultare il proprio commercialista/consulente in quanto è l’unico professionista che conosce dettagliatamente la situazione economica ed il reddito del proprio “cliente/locatore” quindi resta la persona più idonea ed in grado di poter individuare correttamente lo scaglione IRPEF del locatore, punto fondamentale per sapere la percentuale di tassazione. Comunque, ad ogni modo, se si dovesse optare per una delle due opzioni e ci si accorgesse che la scelta fatta non conviene, sia in un caso che nell’altro, rispettando le rispettive modalità di variazione, c’è la possibilità, nel corso del contratto, di poter cambiare metodo di tassazione.


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